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Timisoara è la 4° città della Romania come numero di abitantima sicuramente è considerata una delle città piu moderne.
Molte società e privati italiani hanno fatto investimenti a Timisoara in diversi settori e statisticamente la presenza italiana è calcolata intorno alle 8000 unità(8000 società italiane iscritte alla camera di commercio rumena .
Sicuramente la sua posizione è strategica perchè vicino al confino con l'Ungheria ma inoltre è
molto bene collegata con l'italia con voli anche giornalieri con diverse città italiane.
Fiorente centro culturale con numerose università e Accademia di Belle Arti, è chiamata "la piccola Vienna" per i suoi magnifici parchi e l'eleganza degli edifici dei quartieri centrali.
Le principali industrie, quasi tutte di marca straniera, sono: meccaniche, chimiche, alimentari e calzaturiere; la maggior parte di queste ultime è in mano ai veneti e il dialetto veneto è la seconda lingua della città.
Gli investimenti italiani in Romania:
-al primo posto nel valore dell'esportazione della Romania;
-al quinto posto del valore del capitale investito (355,5 milioni di dollari)
-al primo posto per numero di aziende costruite (9595, delle quali più di 2000 provengono dal Veneto)
-250.000 romeni impiegati in aziende italiane. (aggiungendo a questi, i lavoratori di aziende intestate a cittadini italiani, ma con nomi di società anonime ungheresi, cipriote e del Liechtenstein, i lavoratori romeni, dipendenti di aziende italiane, arrivano a mezzo milione).


Accordo tra arte genova e municipalita' per recupero edilizio timisoara

Genova, 21 giu. - (Adnkronos) - Un accordo per il recupero del patrimonio edilizio di Timisoara e' stato sottoscritto tra l'azienda territoriale della Regione Liguria per l'edilizia, Arte di Genova e la municipalita' della citta' romena. E' il risultato dell'attivita' di collaborazione avviata tra la Regione Liguria e i Balcani attraverso il progetto "Liguria Balcani: la cooperazione per lo sviluppo competitivo delle Public Utilities", finanziato dal ministero delle Attivita' Produttive. Il progetto e' finalizzato allo sviluppo dei servizi e delle strutture di pubblica utilita' nell'area balcanica attraverso il supporto delle aziende di public utilities liguri.

ACCORDO TRA ARTE GENOVA E MUNICIPALITA’ DI TIMISOARA PER RECUPERO EDILIZIO

GENOVA. 21 GIU. E’ stato sottoscritto un accordo tra ARTE, l’Azienda regionale territoriale per l’edilizia e la municipalità di Timisoara capoluogo del distretto di Timis all'interno della regione geografica del Banato. Questo il risultato dell’attività di collaborazione avviata tra la Regione Liguria e i Balcani attraverso il progetto “Liguria Balcani: la cooperazione per lo sviluppo competitivo delle Public Utilities”, finanziato dal Ministero delle Attività Produttive. L’accordo, che è stato siglato ieri nel corso della visita a Timisoara della delegazione ligure presieduta dal presidente Confservizi, Franco Aprile, prevede che specialisti dell’ARTE svolgano attività formative a favore dei tecnici di Timisoara. Ad una prima attività di formazione dei tecnici romeni seguirà la presentazione di progetti comunitari sulla riqualificazione urbana ed il recupero del patrimonio abitativo e monumentale esistente nella città romena a cui potranno partecipare imprese liguri.


La Toscana può aiutare la Romania
FIRENZE – Un proficuo incontro fra una delegazione del Consiglio regionale della Toscana e il Bureau speciale per lo sviluppo e la cooperazione della Romania, presieduto dal principe Sa Radu di Hohenzollern Veringen, si è svolto a Firenze, a Palazzo Panciatichi. Nel corso del summit è stato ipotizzato di stipulare un protocollo d’intesa in grado di favorire accordi a livello istituzionale fra i Consigli regionali della Toscana e le Assemblee di alcune Regioni rumene, fra cui quelle di Timisoara e di Arad, dove forte è la presenza di imprese italiane e toscane. A rappresentare il Consiglio toscano, oltre al presidente della commissione speciale sull’Unione europea ed i rapporti internazionali, vi erano anche il vicepresidente del Consiglio regionale e il presidente della commissione Attività produttive.

Significativo è il ruolo che sta svolgendo, a livello di incremento dei rapporti fra la Romania e la Toscana, l’associazione onlus Ovidio che ha contribuito in modo determinante ad organizzare anche questo come altri incontri istituzionali che il Bureau rumeno per lo sviluppo e la cooperazione sta svolgendo in questi giorni a Firenze e in Toscana. Al termine dell’incontro, il principe Sa Rado ha sottolineato come, alla vigilia dell’ingresso del suo Paese nell’Unione europea previsto nel 2007, sarebbe reciprocamente importante, a livello economico, che le imprese italiane e in particolare quelle toscane individuassero alcune aree della Romania per favorire settori come il turismo, l’agriturismo, i beni culturali e la riqualificazione delle città d’arte, ovvero quei settori in cui le aziende toscane eccellono per esperienza e qualità. (mc/Inform)


Assocamerestero: esportazioni in Romania aumentate del 9,5% Il Vice ministro Adolfo Urso in missione a Timisoara. Italia primo partner commerciale e in testa agli investitori anche per il basso costo della manodopera

ROMA - L'Italia si conferma il primo partner commerciale della Romania, con una quota di mercato del 15%. Nel 2005 infatti le esportazioni sono aumentate del 9,5%, sorpassando i 5 miliardi di euro. Le principali voci dell'export italiano sono: materiali tessili e prodotti confezionati; calzature; macchine, apparecchiature, impianti elettrici; metalli comuni ed articoli metallici; prodotti minerali; mobili ed articoli per interni. L'Italia è anche il primo cliente della Romania. Lo comunica Assocamerestero, su dati forniti dalla Camera di Commercio Italiana a Bucarest, in occasione della missione, il 29 marzo, del Vice ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso a Timisoara. Il Vice ministro, che ha la delega per il Commercio Estero guida una delegazione di oltre 350 imprese, la maggior parte del Nord Est, a Timisoara per il primo workshop bilaterale. La Romania costituisce un mercato interessante per gli operatori stranieri. Questo è dovuto anche al basso costo della manodopera. Un operaio specializzato costa all'azienda al massimo 400 euro e un dirigente non più di 3000. Il gasolio ha un costo di 0.9 euro al litro. Il nostro Paese investe soprattutto nei settori del tessile, del calzaturiero e della trasformazione del legame. Tra le partecipazioni italiane troviamo quella del gruppo Enel all'appalto per la Electrica Sud; la costruzione di un oleodotto Constanta - Trieste e di un gasdotto, Trieste-Constanta; l'apertura di una fabbrica di pneumatici Pirelli alla fine del 2006. Gli investimenti della Pirelli ammontano a centinaia di milioni di euro e creeranno 2.500 nuovi posti di lavoro.Fino al 31 dicembre di quest'anno, per gli investimenti realizzati nei parchi industriali viene riconosciuta una deduzione dall'utile imponibile, pari al 20% del valore degli investimenti. I principali parchi industriali, oltre a Timisoara si trovano a Bucarest - Pipera, Zarnesti, Craiova e Ploiesti. Per promuovere gli investimenti, nel 1995 i due Paesi hanno firmato un accordo. Anche il quadro macroeconomico è in miglioramento. IL Pil lo scorso anno è cresciuto del 4.1%, la disoccupazione è ferma al 5.9%, mentre l'inflazione non è scesa sotto il 9%. (Inform)

«Abbiamo vinto la sfida nell'Est.
L'Italia è prima nei Balcani come interscambio commerciale export e numero di imprese e seconda nell'Europa centrale e orientale dopo la Germania. Ma bisogna fare salto di qualità nei prossimi mesi prima dell'ingresso ufficiale della Romania dell'Unione europea, previsto il primo gennaio 2007». È soddisfatto il viceministro alle Attività Produttive con delega al commercio estero, Adolfo Urso, in merito alla internazionalizzazione delle imprese italiane in Romania, un processo iniziato 10 anni fa proprio a Timisoara dove è nato un distretto industriale che nel 2005 è cresciuto del 14% riuscendo ad aggregare 2.176 imprese italo-rumene e raggiungendo la cifra record delle esportazioni del 39%. Urso ha guidato una delegazione di oltre 350 imprese italiane nella città rumena per il primo workshop bilaterale organizzato dall'Ambasciata italiana a Bucarest per fare il punto sulla internazionalizzazione delle imprese dopo i 5 anni di legislatura e per mettere a fuoco i prossimi passi prima che la Romania entri in Ue. Il salto di qualità secondo Urso dovrà essere fatto non solo dalle piccole imprese ma anche dalle medie e grandi imprese in questo mercato crescente dove i consumi aumentano.

UNA DELEGAZIONE RUMENA IN VENETO: ALLO STUDIO COLLABORAZIONI ECONOMICHE E COMMERCIALI

VENEZIA\ aise\ - Per l’economia veneta, la Romania non è più solo Timisoara. Per allacciare rapporti istituzionali, economici, e tra Università, saranno infatti ospiti in Regione in Veneto, per una due giorni di intenso lavoro tra il 16 e il 17 marzo, i rappresentanti politici, economici ed universitari delle sei Province che compongono la Regione Romena del Nordovest: Cluj, Bihor, Bistrita-Nasaud, Maramures, Satu-Mare e Szalaj.
Il Nordovest della Romania è una Regione composta da 2 milioni 740 mila abitanti, con 6 Province, 35 "Città", 12 "Municipi" e 336 "Comuni": presenta una realtà in grande sviluppo economico, soprattutto nei settori dell’industria, dell’agricoltura, dell’immobiliare e servizi connessi, dei trasporti, logistica e comunicazioni, e del commercio. L’industria contribuisce con il 26,8% al pil regionale, seguita dall’agricoltura. Molto sviluppati sono i servizi per le Piccole e Medie Imprese con, già operanti, un incubatore d’affari, 30 centri di consulenza, 4 parchi industriali esistenti e 2 in corso di progettazione. Molto alta è la disponibilità di terreni nelle zone industriali, e molto sviluppato il settore universitario, con due poli principali (Cluj-Napoca e Oradea) e 61mila studenti e con 64 unità di ricerca sviluppo esistenti.
La delegazione romena, che sarà composta dai Presidenti delle sei Province, da rappresentanti economici e dai Rettori delle Università, giungerà a Palazzo Balbi a Venezia giovedì 16 e sarà ricevuta dall’Assessore alle Politiche Economiche ed Istituzionali e dal Segretario Generale della Programmazione, con i quali si terrà un primo incontro istituzionale per definire temi e settori di possibile cooperazione.
Nel pomeriggio del 16 le due delegazioni si incontreranno per approfondire la rispettiva conoscenza e per tenere un incontro di partenariato tra Università venete e romene. I lavori, sempre a Palazzo Balbi, proseguiranno venerdì 17, con due Tavoli separati: uno incentrato su ricerca e innovazione, formazione e lavoro; l’altro su infrastrutture, trasporti e Pmi. Infine, una sessione di incontri bilaterali concluderà la due giorni. (aise)


I media romeni accusano gli imprenditori italiani di essersi creati veri e propri "feudi" nel paese acquistando illegalmente terreni per cifre irrisorie

BUCAREST - All'improvviso, anche se forse troppo tardi, i media romeni hanno fatto squillare un forte segnale dall'arme: gli stranieri ci stanno comprando illegalmente e per pochi soldi la terra più fertile. Come informano i giornali, i più attivi in tale campo sono gli investitori italiani, che si sono gettati sull'"ovest romeno", il Banato, dove hanno comprato a prezzi letteralmente irrisori, come afferma il presidente della Camera di Commercio di Timisoara, Emil Mateiescu, circa 400.000 ettari di terreni. Tale cifra è stata "arrotondata" dal presidente della Camera di Commercio Italo-Romena, Guglielmo Frinzi, altrimenti direttore generale del consorzio italiano Generali Asigurari, il quale ha affermato che gli investitori italiani sono eccezionalmente interessati all'agricoltura romena, aggiungendo che "in questi ultimi anni hanno acquistato centinaia di migliaia di ettari di terreni agricoli per coltivarvi grano e vigneti". Da lui si è venuti a sapere che i moderni "feudi" italiani sono stati conquistati soprattutto nelle contee di Timisoara, Arad e Sibiu, mentre adesso si sta passando alla "conquista" della contea di Caras-Severin, che confina anch'essa con la Serbia. In questa contea gli italiani, secondo le parole di Frinzi, "vogliono produrre vino perché l'uva romena è di ottima qualità".

CAMPI SENZA PROPRIETARI

Dopo la svolta rivoluzionaria romena del 1989, la dissoluzione dei kolchoz locali e la restituzione delle terre ai contadini, nei villaggi romeni si è creato un vero e proprio caos. Oltre nove milioni di piccoli proprietari si sono visti restituire terre frammentate in oltre 40 milioni di appezzamenti. Molti di loro erano solo eredi dei vecchi proprietari e vivevano ormai in zone urbane. Non erano interessati alla terra. Oltre a questo, l'età media degli abitanti dei villaggi era notevolmente aumentata, la popolazione era composta soprattutto da anziani e non c'era più chi lavorasse la terra, così milioni di ettari sono rimasti abbandonati. In queste condizioni, un ettaro veniva venduto anche a meno di 100 marchi, perché non c'erano acquirenti interessati.

Allora sui fertili campi del Banato sono comparsi gli avveduti italiani. Per pochi soldi hanno acquistato decine e centinaia di migliaia di ettari il cui prezzo, nel momento in cui la Romania entrerà nell'UE (2007) si decuplicherà.

Secondo le leggi attualmente in vigore, le persone fisiche estere non hanno il diritto di acquistare terreni nel paese. Tuttavia, la Legge sul regime degli investimenti esteri consente alle società commerciali a capitale parzialmente o completamente estero, costituite come persona giuridica romena, di acquisire diritti di proprietà e ogni altro diritto reale su terreni "necessari per la conduzione delle attività di investimento".

IL TRUCCO ITALIANO

Il quotidiano "Adevarul" spiega il "trucco italiano" per l'acquisto di terreni in Romania: "Per potere ottenere terreni in Romania, gli italiani hanno fondato società commerciali (attualmente solo nella contea di Timisoara ve ne sono 1.276) che, fatte salve alcune rare eccezioni, non si distinguono per avere un sostanzioso capitale sociale in valuta. Questo potrebbe significare che alcuni investitori italiani, che in Romania sono diventati dei 'feudatari', intendono realizzare grossi profitti rivendendo i terreni tra alcuni anni".

Come racconta a "Politika" Oprea Nicolaie, direttore dell'Amministrazione agricola della contea di Timisoara, a livello locale si può già notare una cessazione della compravendita di terreni. Nicolaie afferma che non ci sono quasi più terreni liberi e che il prezzo di un ettaro di terra è balzato ormai da 100 marchi a 1.000 euro.

Aggiungiamo ancora che la Romania, nei negoziati con l'UE, alla quale verrà ammessa nel 2007, ha chiesto di ottenere il permesso di liberalizzare la vendita di terreni a cittadini dei paesi UE solo a partire dal 2014, per i terreni agricoli, e dal 2012, per quelli edificabili. Sul periodo intermedio di "transizione" sono ancora in corso mercanteggiamenti.


Data: 08-04-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Milan Petrovic

 

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