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Accordo tra
arte genova e municipalita' per recupero edilizio timisoara
Genova, 21 giu. - (Adnkronos) - Un accordo per il recupero
del patrimonio edilizio di Timisoara e' stato sottoscritto
tra l'azienda territoriale della Regione Liguria per l'edilizia,
Arte di Genova e la municipalita' della citta' romena. E'
il risultato dell'attivita' di collaborazione avviata tra
la Regione Liguria e i Balcani attraverso il progetto "Liguria
Balcani: la cooperazione per lo sviluppo competitivo delle
Public Utilities", finanziato dal ministero delle Attivita'
Produttive. Il progetto e' finalizzato allo sviluppo dei servizi
e delle strutture di pubblica utilita' nell'area balcanica
attraverso il supporto delle aziende di public utilities liguri.
ACCORDO TRA ARTE GENOVA E MUNICIPALITA
DI TIMISOARA PER RECUPERO EDILIZIO
GENOVA. 21 GIU. E stato sottoscritto
un accordo tra ARTE, lAzienda regionale territoriale
per ledilizia e la municipalità di Timisoara
capoluogo del distretto di Timis all'interno della regione
geografica del Banato. Questo il risultato dellattività
di collaborazione avviata tra la Regione Liguria e i Balcani
attraverso il progetto Liguria Balcani: la cooperazione
per lo sviluppo competitivo delle Public Utilities,
finanziato dal Ministero delle Attività Produttive.
Laccordo, che è stato siglato ieri nel corso
della visita a Timisoara della delegazione ligure presieduta
dal presidente Confservizi, Franco Aprile, prevede che specialisti
dellARTE svolgano attività formative a favore
dei tecnici di Timisoara. Ad una prima attività di
formazione dei tecnici romeni seguirà la presentazione
di progetti comunitari sulla riqualificazione urbana ed il
recupero del patrimonio abitativo e monumentale esistente
nella città romena a cui potranno partecipare imprese
liguri.
La Toscana può aiutare la Romania
FIRENZE Un proficuo
incontro fra una delegazione del Consiglio regionale della
Toscana e il Bureau speciale per lo sviluppo e la cooperazione
della Romania, presieduto dal principe Sa Radu di Hohenzollern
Veringen, si è svolto a Firenze, a Palazzo Panciatichi.
Nel corso del summit è stato ipotizzato di stipulare
un protocollo dintesa in grado di favorire accordi a
livello istituzionale fra i Consigli regionali della Toscana
e le Assemblee di alcune Regioni rumene, fra cui quelle di
Timisoara e di Arad, dove forte è la presenza di imprese
italiane e toscane. A rappresentare il Consiglio toscano,
oltre al presidente della commissione speciale sullUnione
europea ed i rapporti internazionali, vi erano anche il vicepresidente
del Consiglio regionale e il presidente della commissione
Attività produttive.
Significativo è il ruolo che sta
svolgendo, a livello di incremento dei rapporti fra la Romania
e la Toscana, lassociazione onlus Ovidio che ha contribuito
in modo determinante ad organizzare anche questo come altri
incontri istituzionali che il Bureau rumeno per lo sviluppo
e la cooperazione sta svolgendo in questi giorni a Firenze
e in Toscana. Al termine dellincontro, il principe Sa
Rado ha sottolineato come, alla vigilia dellingresso
del suo Paese nellUnione europea previsto nel 2007,
sarebbe reciprocamente importante, a livello economico, che
le imprese italiane e in particolare quelle toscane individuassero
alcune aree della Romania per favorire settori come il turismo,
lagriturismo, i beni culturali e la riqualificazione
delle città darte, ovvero quei settori in cui
le aziende toscane eccellono per esperienza e qualità.
(mc/Inform)
Assocamerestero: esportazioni in Romania aumentate del 9,5%
Il Vice ministro Adolfo Urso in missione a Timisoara. Italia
primo partner commerciale e in testa agli investitori anche
per il basso costo della manodopera
ROMA - L'Italia si conferma il primo partner commerciale della
Romania, con una quota di mercato del 15%. Nel 2005 infatti
le esportazioni sono aumentate del 9,5%, sorpassando i 5 miliardi
di euro. Le principali voci dell'export italiano sono: materiali
tessili e prodotti confezionati; calzature; macchine, apparecchiature,
impianti elettrici; metalli comuni ed articoli metallici;
prodotti minerali; mobili ed articoli per interni. L'Italia
è anche il primo cliente della Romania. Lo comunica
Assocamerestero, su dati forniti dalla Camera di Commercio
Italiana a Bucarest, in occasione della missione, il 29 marzo,
del Vice ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso
a Timisoara. Il Vice ministro, che ha la delega per il Commercio
Estero guida una delegazione di oltre 350 imprese, la maggior
parte del Nord Est, a Timisoara per il primo workshop bilaterale.
La Romania costituisce un mercato interessante per gli operatori
stranieri. Questo è dovuto anche al basso costo della
manodopera. Un operaio specializzato costa all'azienda al
massimo 400 euro e un dirigente non più di 3000. Il
gasolio ha un costo di 0.9 euro al litro. Il nostro Paese
investe soprattutto nei settori del tessile, del calzaturiero
e della trasformazione del legame. Tra le partecipazioni italiane
troviamo quella del gruppo Enel all'appalto per la Electrica
Sud; la costruzione di un oleodotto Constanta - Trieste e
di un gasdotto, Trieste-Constanta; l'apertura di una fabbrica
di pneumatici Pirelli alla fine del 2006. Gli investimenti
della Pirelli ammontano a centinaia di milioni di euro e creeranno
2.500 nuovi posti di lavoro.Fino al 31 dicembre di quest'anno,
per gli investimenti realizzati nei parchi industriali viene
riconosciuta una deduzione dall'utile imponibile, pari al
20% del valore degli investimenti. I principali parchi industriali,
oltre a Timisoara si trovano a Bucarest - Pipera, Zarnesti,
Craiova e Ploiesti. Per promuovere gli investimenti, nel 1995
i due Paesi hanno firmato un accordo. Anche il quadro macroeconomico
è in miglioramento. IL Pil lo scorso anno è
cresciuto del 4.1%, la disoccupazione è ferma al 5.9%,
mentre l'inflazione non è scesa sotto il 9%. (Inform)
«Abbiamo vinto la sfida nell'Est.
L'Italia è prima nei Balcani come interscambio commerciale
export e numero di imprese e seconda nell'Europa centrale e
orientale dopo la Germania. Ma bisogna fare salto di qualità
nei prossimi mesi prima dell'ingresso ufficiale della Romania
dell'Unione europea, previsto il primo gennaio 2007».
È soddisfatto il viceministro alle Attività Produttive
con delega al commercio estero, Adolfo Urso, in merito alla
internazionalizzazione delle imprese italiane in Romania, un
processo iniziato 10 anni fa proprio a Timisoara dove è
nato un distretto industriale che nel 2005 è cresciuto
del 14% riuscendo ad aggregare 2.176 imprese italo-rumene e
raggiungendo la cifra record delle esportazioni del 39%. Urso
ha guidato una delegazione di oltre 350 imprese italiane nella
città rumena per il primo workshop bilaterale organizzato
dall'Ambasciata italiana a Bucarest per fare il punto sulla
internazionalizzazione delle imprese dopo i 5 anni di legislatura
e per mettere a fuoco i prossimi passi prima che la Romania
entri in Ue. Il salto di qualità secondo Urso dovrà
essere fatto non solo dalle piccole imprese ma anche dalle medie
e grandi imprese in questo mercato crescente dove i consumi
aumentano.
UNA DELEGAZIONE RUMENA IN VENETO: ALLO STUDIO COLLABORAZIONI
ECONOMICHE E COMMERCIALI
VENEZIA\ aise\ - Per leconomia veneta, la Romania non
è più solo Timisoara. Per allacciare rapporti
istituzionali, economici, e tra Università, saranno infatti
ospiti in Regione in Veneto, per una due giorni di intenso lavoro
tra il 16 e il 17 marzo, i rappresentanti politici, economici
ed universitari delle sei Province che compongono la Regione
Romena del Nordovest: Cluj, Bihor, Bistrita-Nasaud, Maramures,
Satu-Mare e Szalaj.
Il Nordovest della Romania è una Regione composta da
2 milioni 740 mila abitanti, con 6 Province, 35 "Città",
12 "Municipi" e 336 "Comuni": presenta una
realtà in grande sviluppo economico, soprattutto nei
settori dellindustria, dellagricoltura, dellimmobiliare
e servizi connessi, dei trasporti, logistica e comunicazioni,
e del commercio. Lindustria contribuisce con il 26,8%
al pil regionale, seguita dallagricoltura. Molto sviluppati
sono i servizi per le Piccole e Medie Imprese con, già
operanti, un incubatore daffari, 30 centri di consulenza,
4 parchi industriali esistenti e 2 in corso di progettazione.
Molto alta è la disponibilità di terreni nelle
zone industriali, e molto sviluppato il settore universitario,
con due poli principali (Cluj-Napoca e Oradea) e 61mila studenti
e con 64 unità di ricerca sviluppo esistenti.
La delegazione romena, che sarà composta dai Presidenti
delle sei Province, da rappresentanti economici e dai Rettori
delle Università, giungerà a Palazzo Balbi a Venezia
giovedì 16 e sarà ricevuta dallAssessore
alle Politiche Economiche ed Istituzionali e dal Segretario
Generale della Programmazione, con i quali si terrà un
primo incontro istituzionale per definire temi e settori di
possibile cooperazione.
Nel pomeriggio del 16 le due delegazioni si incontreranno per
approfondire la rispettiva conoscenza e per tenere un incontro
di partenariato tra Università venete e romene. I lavori,
sempre a Palazzo Balbi, proseguiranno venerdì 17, con
due Tavoli separati: uno incentrato su ricerca e innovazione,
formazione e lavoro; laltro su infrastrutture, trasporti
e Pmi. Infine, una sessione di incontri bilaterali concluderà
la due giorni. (aise)
I media romeni accusano gli imprenditori italiani di essersi
creati veri e propri "feudi" nel paese acquistando
illegalmente terreni per cifre irrisorie
BUCAREST -
All'improvviso, anche se forse troppo tardi, i media romeni
hanno fatto squillare un forte segnale dall'arme: gli stranieri
ci stanno comprando illegalmente e per pochi soldi la terra
più fertile. Come informano i giornali, i più
attivi in tale campo sono gli investitori italiani, che si
sono gettati sull'"ovest romeno", il Banato, dove
hanno comprato a prezzi letteralmente irrisori, come afferma
il presidente della Camera di Commercio di Timisoara, Emil
Mateiescu, circa 400.000 ettari di terreni. Tale cifra è
stata "arrotondata" dal presidente della Camera
di Commercio Italo-Romena, Guglielmo Frinzi, altrimenti direttore
generale del consorzio italiano Generali Asigurari, il quale
ha affermato che gli investitori italiani sono eccezionalmente
interessati all'agricoltura romena, aggiungendo che "in
questi ultimi anni hanno acquistato centinaia di migliaia
di ettari di terreni agricoli per coltivarvi grano e vigneti".
Da lui si è venuti a sapere che i moderni "feudi"
italiani sono stati conquistati soprattutto nelle contee di
Timisoara, Arad e Sibiu, mentre adesso si sta passando alla
"conquista" della contea di Caras-Severin, che confina
anch'essa con la Serbia. In questa contea gli italiani, secondo
le parole di Frinzi, "vogliono produrre vino perché
l'uva romena è di ottima qualità".
CAMPI SENZA
PROPRIETARI
Dopo la svolta
rivoluzionaria romena del 1989, la dissoluzione dei kolchoz
locali e la restituzione delle terre ai contadini, nei villaggi
romeni si è creato un vero e proprio caos. Oltre nove
milioni di piccoli proprietari si sono visti restituire terre
frammentate in oltre 40 milioni di appezzamenti. Molti di
loro erano solo eredi dei vecchi proprietari e vivevano ormai
in zone urbane. Non erano interessati alla terra. Oltre a
questo, l'età media degli abitanti dei villaggi era
notevolmente aumentata, la popolazione era composta soprattutto
da anziani e non c'era più chi lavorasse la terra,
così milioni di ettari sono rimasti abbandonati. In
queste condizioni, un ettaro veniva venduto anche a meno di
100 marchi, perché non c'erano acquirenti interessati.
Allora sui
fertili campi del Banato sono comparsi gli avveduti italiani.
Per pochi soldi hanno acquistato decine e centinaia di migliaia
di ettari il cui prezzo, nel momento in cui la Romania entrerà
nell'UE (2007) si decuplicherà.
Secondo le
leggi attualmente in vigore, le persone fisiche estere non
hanno il diritto di acquistare terreni nel paese. Tuttavia,
la Legge sul regime degli investimenti esteri consente alle
società commerciali a capitale parzialmente o completamente
estero, costituite come persona giuridica romena, di acquisire
diritti di proprietà e ogni altro diritto reale su
terreni "necessari per la conduzione delle attività
di investimento".
IL TRUCCO ITALIANO
Il quotidiano
"Adevarul" spiega il "trucco italiano"
per l'acquisto di terreni in Romania: "Per potere ottenere
terreni in Romania, gli italiani hanno fondato società
commerciali (attualmente solo nella contea di Timisoara ve
ne sono 1.276) che, fatte salve alcune rare eccezioni, non
si distinguono per avere un sostanzioso capitale sociale in
valuta. Questo potrebbe significare che alcuni investitori
italiani, che in Romania sono diventati dei 'feudatari', intendono
realizzare grossi profitti rivendendo i terreni tra alcuni
anni".
Come racconta
a "Politika" Oprea Nicolaie, direttore dell'Amministrazione
agricola della contea di Timisoara, a livello locale si può
già notare una cessazione della compravendita di terreni.
Nicolaie afferma che non ci sono quasi più terreni
liberi e che il prezzo di un ettaro di terra è balzato
ormai da 100 marchi a 1.000 euro.
Aggiungiamo
ancora che la Romania, nei negoziati con l'UE, alla quale
verrà ammessa nel 2007, ha chiesto di ottenere il permesso
di liberalizzare la vendita di terreni a cittadini dei paesi
UE solo a partire dal 2014, per i terreni agricoli, e dal
2012, per quelli edificabili. Sul periodo intermedio di "transizione"
sono ancora in corso mercanteggiamenti.
Data: 08-04-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Milan Petrovic
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