I minori rumeni che si prostituiscono
a Roma
Fenomeno in crescita quello dei minori fuggiti dalla Romania e che finiscono
per prostituirsi nella capitale d'Italia. Lo rivela un dossier presentato
dalla Casa dei diritti e Terres des Hommes. "Vulnerabili e con troppi
sogni in testa".
«Non puoi restare in Romania quando sai quanto
puoi guadagnare in Italia». Lo raccontava poco tempo fa uno dei
tanti ragazzini rumeni che vive a Roma e si prostituisce nelle strade
del centro della città. A raccogliere la sua testimonianza i ricercatori
della «Casa dei diritti sociali» e di «Terres des Hommes»
che in collaborazione con una ong rumena, la «Frccf», hanno
realizzato alla fine del 2005 un dossier sull'aumento della prostituzione
minorile rumena a Roma. Un fenomeno, questo, in crescita costante e che
vede proprio nella capitale il punto focale di un'emergenza sociale ancora
poco conosciuta.
E' facile incontrarli in piazza della Repubblica, a
Valle Giulia o intorno a Villa Borghese: in genere hanno tra i 14 e i
18 anni, sono ben vestiti, gironzolano puntando le macchine in attesa
del cliente di turno, molto spesso abituale, che li paga a volte con dei
soldi, altre volte offrendo un pasto caldo o un posto dove dormire la
notte, altre volte ancora con qualche regalo. Scarpe o vestiti alla moda,
una ricarica per il cellulare, un cd, perché la molla che alimenta
il percorso migratorio di questi ragazzi è poter vivere partecipando
- in un modo o nell'altro - a un mercato che è fatto di cose belle,
di musica, di divertimento molto difficile da soddisfare rimandendo in
Romania. Ma oltre a dover accettare di vendere il proprio corpo, la vita
diventa presto dura anche da un punto di vista esistenziale. Perché
una volta arrivati in Italia si ritrovano da soli, finiscono in breve
tempo i soldi che si sono portati da casa e diventano deboli e vulnerabili,
cosicché finiscono facilmente nel mercato della prostituzione,
sfruttati da altri che si trovano in Italia da più tempo. «Di
solito questi altri - si legge nella ricerca - hanno la stessa età
o sono poco più grandi. Gli ultimi arrivati si illudono di essere
partecipi di un gruppo con cui condividere gli stessi problemi e che li
aiuta a guadagnare e sopravvivere». Invece le cose stanno diversamente:
«Quando sono in Italia lavoro solamente, non ho fiducia di nessuno,
perché tutti pensano solo a se stessi. La cosa più importante
è fare soldi, gli amici non esistono, non posso fidarmi neanche
dei miei compaesani», racconta un ragazzo che si prostituisce in
un'intervista realizzata dai ricercatori.
Non esistono dati evidenti sull'esistenza di un vero
e proprio traffico dalla Romania all'Italia di minori da piazzare in strada
per la prostituzione, come avviene invece per le ragazze. Esistono invece
i numeri sulle presenze dei minori rumeni non accompagnati in Italia e
a Roma, anche se si tratta di dati parziali perché riguardano esclusivamente
quelli che vengono segnalati ai servizi sociali. In ogni caso risulta
evidente che la capitale è la città con la più alta
presenza di questi ragazzini, visto che nella lista delle sette città
più esposte al fenomeno (tra cui Firenze, Milano e Torino) totalizza
da sola il 21%. Se in Italia poco si sa della situazione di questi minorenni,
ancora meno se ne sa in Romania dove sono in corso grandi sforzi per allinearsi
all'ingresso nella Ue previsto per il gennaio 2007. E uno dei tanto paradossi
della transizione verso l'Unione europea è proprio che stanno lentamente
sparendo i capitoli di bilancio per fini umanitari a favore di questo
paese.
Il Manifesto, 20 aprile 2006
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