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Confagricoltura sostiene le imprese italiane in Romania
In una fase particolarmente critica per il settore
agroalimentare in cui l'applicazione della riforma della Politica Agricola
Comune e la forte concorrenza a livello internazionale determinano momenti
di profonda incertezza, molte imprese italiane hanno scelto di puntare
sui mercati esteri, cogliendo le opportunità di sviluppo offerte soprattutto
dai Paesi emergenti. Tra questi la Romania rappresenta il principale alleato
commerciale dell'Italia, offrendo le opportunità per l'avvio di nuove
attività imprenditoriali sia per la disponibilità di manodopera sia
per il basso costo dei terreni.
In Romania Confagricoltura ha sviluppato importanti
partnership istituzionali: con i ministeri delle attività produttive
e delle Politiche agricole, con l'Ice e la società Buonitalia, con Fundatia
Sistema Italia Romania e con Unimpresa Romania, l'Unione delle imprese
italiane presenti a Bucarest, cui aderisce anche Confindustria.
Proprio nel Paese balcanico, che dal 2007 entrerà ufficialmente nell'Unione
Europea insieme alla Bulgaria, Confagricoltura negli ultimi tre anni ha
sostenuto decine di imprese agricole associate.
Attualmente si contano 1.247 aziende attive: 1.150 nel settore agricolo
e della caccia, 88 nella silvicoltura e 9 nell'acquacoltura, alle quali
si aggiungono 486 industrie alimentari.
In particolare, fra i 300 soci di Unimpresa figurano 45 aziende agricole
strutturate che operano nei settori cerealicolo, zootecnico e vitivinicolo,
con una disponibilità di 70.000 ettari di terreno.
Nei giorni scorsi è stato sottoscritto a Roma un accordo
di settore tra il Ministero delle Attività Produttive e Confagricoltura
che potrebbe dare una nuova spinta a questo processo di internazionalizzazione.
Secondo il viceministro Adolfo Urso l'intesa può contribuire a "migliorare
i conti dell'export dei nostri prodotti. Ora si tratta di individuare
nuovi obiettivi e segmenti di mercato, supportando gli investimenti delle
imprese agricole in quelle aree".
A sostegno dei progetti ci sarà una disponibilità annuale di risorse pari
a 40 milioni di euro, ai quali si potrà aggiungere un cofinanziamento
di pari importo da parte della Confederazione agricola, portando il budget
complessivo a 80 milioni.
L'area geografica verso la quale ci si orienterà inizialmente sarà quella
balcanica, con Romania, Serbia e Bulgaria. Seguirà in un secondo momento
l'area del Mediterraneo, con la Tunisia in particolare, e poi il Nord
America.
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