''E' ancora utile investire in Romania": sono le parole pronunciate ieri dal neo-Ambasciatore d'Italia a Bucarest, Daniele Mancini, in visita a Villa Sandi di Crocetta del Montello in provincia di Treviso
Bucarest – Gli imprenditori italiani devono continuare a pensare alla Romania come un Paese in cui è vantaggioso delocalizzare le proprie aziende. E' questo, in sintesi, il messaggio lanciato nella giornata di ieri dal neo-Ambasciatore d'Italia a Bucarest Daniele Mancini , in visita a Villa Sandi di Crocetta del Montello, in provincia di Treviso, insieme al console onorario di Romania Mario Moretti Polegato.

Il messaggio di Mancini, spiega Luigi Estero, responsabile dell'ufficio economico e commerciale dell'Ambasciata di Bucarest, è chiaro: informare gli italiani della "permanenza delle condizioni favorevoli per loro sul mercato locale. Non sono finite le chance per gli imprenditori, bisogna rilanciare la nostra presenza ".

Secondo le stime fornite dall'Ambasciata, sono circa 14.000 le imprese italiane registrate presenti sul territorio rumeno. "Il numero – prosegue Estero – si riferisce a quelle registrate, ma riteniamo che quelle attive oggi siano meno. E' una cifra consistente, ma esiste ancora spazio per investimenti ".

Nei prossimi 6 anni, fino all'impiego definitivo dell'euro, molte ditte potranno quindi trovare linfa per le loro attività. "La Romania cresce come mercato e non è più la delocalizzazione l'unica strada possibile. Una svolta importante verrà data dalle privatizzazioni " dicono ancora dall'Ambasciata.

Quali settori lasciano ancora spazio alle ditte tricolore interessate a investire in Romania? Il settore manifatturiero – abbigliamento, mobili, calzature e agricoltura – gode di un forte afflusso di investimenti dall'Italia. "Ma anche l'energia e il settore finanziario danno ottime possibilità " prosegue Estero.

"Ci sono settori che possono avere spazi di crescita" ha detto l'Ambasciatore. "Le piccole medie imprese, definite da Mancini 'multinazionali tascabili' – prosegue il responsabile dell'ufficio commerciale – possono avere un effetto traino e possono aprire la strada alle grandi imprese. Hanno le dimensioni giuste per usufruire dell'alta adattabilità necessaria per inserirsi nel migliore dei modi".

Le società italiane presenti sul mercato rumeno possono godere di una massiccia assistenza fiscale e bancaria . Sono infatti numerose le istituzioni bancarie tricolore che hanno aperto negli ultimi anni loro uffici nel Paese, o che hanno trovato accordi con realtà locali. Tra queste, San Paolo IMI, che ha anche istituito speciali servizi per gli imprenditori.

" Sono numerosi – spiegano dalla sede locale della banca torinese – gli imprenditori tricolore che si sono rivolti a noi in questi mesi. Cerchiamo di seguire attentamente i singoli clienti, in modo da dare a tutti loro il servizio migliore: a questo proposito abbiamo creato l'Italian Desk ". Si tratta di un servizio grazie al quale verrà data assistenza bancaria sia alle ditte già presenti sia a quelle che intendono aprire oggi una propria sede, con tariffe speciali. L'Italian Desk cura in particolare gli aspetti fiscali e legali caratteristici della vita d'azienda.

Le parole dell'Ambasciatore d'Italia non hanno però convinto tutti. "La delocalizzazione è il passato", sostiene Enrico Pollo, Presidente dell'Associazione Imprenditori Italiani operanti in Romania (AIIR). "Oggi si deve puntare sull'internazionalizzazione: la fase della delocalizzazione, intesa nel senso di chiudere le fabbriche in Italia per aprirle in Romania, ha dato i suoi frutti negli anni '90, in un periodo storico ben preciso ". Oggi bisogna puntare su altre mosse: per esempio, "rendere più competitive le proprie aziende andando a commercializzare sul mercato locale ma lasciando la propria base in Italia".

Su una cosa il Presidente dell'AIIR si trova d'accordo con il neo-Ambasciatore d'Italia. "C'è molto spazio ancora in Romania per le ditte tricolore – prosegue Pollo – ma bisogna vedere in che modo ci si vuole muovere. I campi dell'agricoltura, della meccanica, dei servizi, offrono ampie chance ai nostri imprenditori ". Le imprese tricolore, infine, sono – secondo le fonti dell'AIIR – ben 18.000 e non 14.000 .

Investire ancora in Romania, quindi. Ma dove? "Esistono larghe fasce del territorio rumeno non utilizzate", spiega ancora Luigi Estero da Bucarest. "Se, infatti, l'area occidentale – quella di Timisoara, ndr – vede una larga presenza tricolore, ad est, verso Costanza e la Moldova, ci sono altissime potenzialità anche perché possono godere dello sbocco fondamentale rappresentato dal Mar Nero ".


News ITALIA PRESS



WOP!WEB Servizi per siti web... GRATIS!